Vecchi giochi, nuove esigenze

image

categoria_teoriaLa parafrasi di un vecchio adagio recita press’a poco così :

Si sta come da grandi

sui manuali senza dadi

E’ questo il frutto di una riflessione fatta con alcuni amici riguardanti le nostre nuove esigenze sul gioco di ruolo in rapporto ai vecchi regolamenti. Il problema è nato quando ci siamo affacciati sul mondo dei nuovi regolamenti ma non nuovi in termini di età assoluta, semplicemente nuovi per noi.

– Allora cosa ne dite di D&D 4ed?

 Mah… io ci ho giocato. Ottimo gioco di skirmish ma di gdr ha veramente poco!

– Allora se tornassimo a qualcosa tipo Cyberpunk 2020?

– Ma dai! Ma ti ricordi quanto fosse noioso creare un PG? A me andrebbe un gioco con i robottoni. Proviamo il gdr di battletech?

– L’ho letto ma il regolamento è veramente pesante! E se giocassimo a Fading Suns? L’ambientazione è spettacolare!

– Lo so. Ma il regolamento versione VPS è veramente una chiavica e quello d20 system … beh… è d20 system! Ed è uno dei motivi per cui abbiamo smesso di giocare a D&D

– Qualche gioco new wave come Cani nella Vigna o Polaris?

– Belli ma la campagna non ci esce fuori…

– Beh… mhmhm… allora… aspetta … partitina a Tokio?

– Ok…

Cercando quindi il regolamento perfetto, il nostro personale Santo Graal del gdr, ci siamo interrogati quindi su come fossero cambiate le nostre esigenze. Venti anni fa il fascino partiva sicuramente dal dettaglio del personaggio e da quanto fosse possibile cesellarlo. Abbiamo giocato infatti per anni felicemente a GURPS o a D&D 3ed preoccupandoci poco di cosa il regolamento ci imponesse di fare. In fin dei conti qualunque fosse il sistema di gioco noi giocavamo sempre  a modo nostro. Quindi che fosse uno o l’altro gioco faceva poca differenza per noi. Poi è arrivata  Ars Magica che con la sua efficacissima semplicità ci ha riportati ad una dimensione più precisa facendoci intuire quanto il regolamento facesse il gioco. Infine, e qui la “colpa” è in gran parte mia, c’è stata la rottura definitiva con il vecchio mondo dei giochi iniziando a portare esempi di gioco con Cani nella Vigna, Polaris o Avventure in Prima Serata. La rottura è stata così forte perché ci siamo resi conto che per giocare ad un gioco occorre seguirne le regole. Lo so che alcuni di voi faranno la faccia da meme di Nicolas Cage adesso ma la cosa era talmente ovvia che per noi non lo era proprio. Così, da questo slancio è nato OSG, che cerca in qualche modo di conciliare i miei gusti sul gioco di ruolo con alcune riflessioni degli ultimi anni. E in questo periodo anche il nostro gusto si è concentrato. Abbiamo scoperto che la nostra ancora di salvezza nel mare magnum del gioco di ruolo vecchio stile resta Il Richiamo di Cthulhu 5ed (quello con il d100 system per capirsi), talmente semplice da risultare quasi invisibile come regolamento. L’ultima scoperta sulla scia del nostro gusto da grandi è Sine Requie, anch’esso molto semplice e snello ma con un’ambientazione estremamente accattivante e un regolamento estremamente intrigante che usa i tarocchi al posto dei dadi. E in questa maniera chiudiamo il cerchio ritornando nuovamente all’adagio iniziale con una nuova domanda : ma il dado suggerisce la regola o la regola usa il dado? 

Categories: Teoria Tags: