La persuasione nei giochi di ruolo

persuasioneUn problema che è scaturito spesso durante le mie partite è quello di riuscire in qualche modo a persuadere il personaggio dell’altro giocatore o il png di turno.

Le soluzioni che per ora ho  trovato o mi sono state mostrate non mi hanno soddisfatto. Vediamole nel dettaglio :

Si cerca di persuadere il giocatore : Facendo ricorso al metagioco si spiega al giocatore che il suo personaggio adesso la pensa diversamente. Vuoi per una regola del manuale, vuoi per un quieto vivere del gruppo questo tipo di soluzione si presenta spesso. E quasi mai porta a dei benefici perché nel primo caso la regola che ha permesso la creazione di un certo tipo di personaggio adesso cerca di tornare sui propri passi facendo leva sul burattinaio che si trova dietro il PG. Il quale spesso si trova di fronte al sentore di vedere il proprio personaggio denaturato. Nel secondo caso il problema è ancora più grande perché il tutto è fatto ricadere sul contratto sociale tra i giocatori e spesso può innescarsi un fuoco a questo livello.

Niente di nuovo sul fronte occidentale : Alcuni sistemi semplicemente non si pongono il problema e lasciano tutto in mano ai giocatori. Questo tipo di approccio, comune alla stragrande maggioranza dei giochi anni 80 e 90, è ancora meno soddisfacente del precedente. In generale si provocano degli stalli infiniti. Vi siete mai trovati a dover effettuare un incontro tra vampiri senza ricorrere alle mani o alle armi? A me non è mai riuscito!

Convincere? E di cosa? : In alcuni giochi il problema viene bypassato totalmente utilizzando alcune meccaniche ad hoc. Pensate a Cani nella Vigna : se due persone non riescono ad accordarsi a parole possono passare alle mani e poi alle armi. Ed è molto facile aver convinto qualcuno ormai morto!!!

Cedere è un po’ come morire : La soluzione che attualmente mi pare migliore è quello di utilizzare uno status “mentale” analogo agli status fisici di ferito, incapacitato, moribondo, morto. In fin dei conti anche togliere dal gioco con la morte un personaggio è in qualche modo mutarne la natura. In questo status viene racchiuso, in più sfumature, le convinzioni del personaggio che possono essere quindi scalfite, tolte o mutate come qualsiasi altro status. Questo approccio è più adatto a giochi di tipo più narrativo perché gli status sono qualcosa del tipo “Voterò sempre il partito taldeitali” oppure “Odio le persone provenienti dalla repubblica delle banane” che sono evidentemente più vicini ad un approccio narrativo al gioco di ruolo.

 

 

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