Il metagioco, questo sconosciuto!

categoria_teoria_thumbSe sei un giocatore di ruolo un minimo esperto (leggasi nerd) avrai sicuramente sentito parlare di metagioco. Questa parola solitamente richiama la peggiore delle piaghe del gioco di ruolo. Ma che cos’è il famigerato metagioco? Per metagioco si intende il trasferimento di conoscenze dal giocatore al personaggio. In molti anni di esperienza mi sono fatto l’idea che questa pratica sia male solamente se il gioco presenta due caratteristiche :

  1. Il gioco è di tipo ESPLORATIVO
  2. Il regolamento non supporta nessun tipo di interscambio tra l’esperienza del personaggio e quella del giocatore

Procediamo per gradi. Un gioco esplorativo è un gioco in cui il giocatori devono muoversi all’interno di una zona che non conoscono progettata dal master. Non si tratta solo dell’attraversare un luogo labirintico e sotterraneo cosparso di mostri e trappole ma anche indagare su un omicidio o cercare di carpire il segreto dal nemico di turno. Esplorativa è ogni tipo di avventura dove i giocatori devono scoprire qualcosa che non sanno. Praticamente tutti i regolamenti OLD School prevedono questa pratica, a prescindere dal flavour che essi propongono.

Il secondo punto invece è un po’ più oscuro. Se avete giocato a D&D 4ed sicuramente capirete al volo di cosa parlo. Essenzialmente sto dicendo una cosa banale : il metagioco è male in un regolamento per giochi di ruolo solo se il regolamento non prevede il metagioco stesso come pratica. In D&D 4ed ad esempio tutto il sistema di combattimento è fatto in modo tale che i giocatori abbiano il proprio ruolo di persona attiva nel gioco e che utilizzino i personaggi come poco più di pedine. In Polaris, il gioco è fatto in modo tale che ci sia scambio di conoscenze tra giocatore e personaggio, ad esempio nel cercare sempre di procedere verso il centro della storia e nell’interpretare un Errore che conosce le vere debolezze del personaggio.

Per concludere questa analisi credo che il termine Metagioco debba essere rivalutato secondo l’utilizzo che ne viene fatto e secondo lo scopo con cui viene introdotto nel gioco. Non è male, il male è negli occhi perversi del giocatore “esperto”. Come nell’immagine sottostante.

donna-freud

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  • Cristian Papi

    Come per quasi tutto, in sé non è né un male ne un bene: dipende dal momento, dal contesto, e dall’uso che se ne fa.