Entrare in mischia o Sondare l’anima?

In questo articolo voglio portare alla luce quella che credo una grossa dualità appartenente alla fauna ruolistica. Per quanto la classificazione sia decisamente sfuggente, per la mia esperienza è possibile sempre classificare il singolo moto di gioco di un giocatore in una delle seguenti due classi :

  • Il giocatore del FareSono i giocatori che provano piacere se giocando riescono a fare qualcosa ovvero a far progredire la trama intervenendo attivamente su essa con il proprio personaggio e le capacità che quest’ultimo ha a disposizione. Ipotizziamo di giocare una campagna fantasy e che uno dei giocatori sia un alchimista. Un alchimista del fare è colui che trae divertimento se riesce a trovare erbe, minerali, componenti che gli permettono di creare pozioni, unguenti, medicine e quant’altro. E’ l’agire attivamente che provoca nel giocatore divertimento. 
  • Il giocatore dell’EssereSono i giocatori che provano piacere se giocando riescono ad essere il personaggio che hanno in testa, ruolando e interpretando fino all’ultimo ogni sfaccettatura della personalità immaginata del loro avatar ludico. Giocando a Vampiri, ad esempio, il giocatore del vampiro Malkavian che riesce ad esplorare e assaporare tutte le sfaccettature della propria follia e che trae divertimento da questo è un giocatore dell’essere. 

Entrando ancora più nel dettaglio mi sovvengono altre riflessioni. Se rimaniamo nell’ambito dei giochi tradizionali, il giocatore del Fare ha bisogno di un master che renda possibili le sue azioni. Senza di esso, il giocatore sarà ben presto frustrato dal non riuscire a portare avanti il proprio gioco e divertimento. In particolare, riprendendo l’esempio di prima, se il master non permette all’alchimista di trovare gli ingredienti, egli non riuscirà ad attivare le capacità del proprio personaggio e quindi a divertursi.

Il giocatore dell’Essere invece vive il proprio personaggio probabilmente prescindendo dagli spunti di trama proposti dal master. Tipicamente, tale giocatore, gioca in maniera più solipsista e tende ad essere molto concentrato su se stesso. Per il suo divertimento è importante che solamente il suo personaggio intraprenda un cammino di esplorazione interiore, prescindendo dal mondo e dai giocatori e personaggi che lo circondano.

Alzando un po’ il tiro ed espandendo questa considerazione anche ai giochi di ruolo non tradizionali, si individuano regolamenti più adatti ad una tipologia di giocatore piuttosto che un’altra.

Per i giocatori del Fare sono migliori giochi come : Dungeons & Dragons, Gurps, Rolemaster, ExaltedGeiger Counter (gioco meno famoso ma molto interessante, tradotto anche in italiano), Great Ork Gods

I giocatori dell’Essere invece prediligono giochi come : Vampiri, Il Richiamo di Cthulhu, Cani nella Vigna, Polaris

Alla fine dei conti, nessuno rientra completamente e per sempre in una di queste categorie ma ogni giocatore può essere, pià o meno forzatamente, infilato in una delle due macroclassi sopra elencate. Non c’è, inoltre, nessun presupposto di giudizio personale su nessuna delle due tipologie.

Personalmente mi sono molto divertito a giocare a giochi di entrambe i gruppi. Per anni ho giocato a D&D, Gurps e Cthulhu divertendomi oltre ogni limite e poi ho fatto partite memorabili a Cani nella Vigna o Polaris. Spero quindi che questa mia personale riflessione possa essere il punto di partenza perché ognuno scopra quale tipologia di gioco possa essere, per lui, migliore di altre.

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