Andrea Micalone… un giovane scrittore italiano!

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La Porta sull’Oltre è lieta di farvi conoscere Andrea Micalone, giovane scrittore di talento della penisola italica. Attraverso le nostre domande andiamo ad esplorare questo talento che ha un sacco di cose da dirci e da farci leggere:

Chi è Andrea Micalone?
Andrea Micalone è “quello alto che scrive i libri”. Sono in molti a conoscermi così, dunque chi sono io per contraddire la gente. Battutacce a parte, sono un giovane sedicente autore. Scrivo storie sin dalla più tenera età e non faccio niente per nascondere che il mio obiettivo è fare lo scrittore a tempo pieno. In questi anni mi sono tolto già qualche soddisfazione, tra pubblicazioni cartacee, ebook e premi letterari, ma non posso ancora ritenermi un vero autore. Non basta scrivere libri per essere scrittori con la s maiuscola, ma occorre anche essere bravi. Per adesso mi ritengo sufficientemente capace, ma ho ancora qualche miliardo di libri da leggere per considerarmi preparato a sufficienza. Oltre a questo, nel tempo libero, sono uno studente di lettere (altra deprecabile battuta). Sono anche un ex arbitro di calcio, un fan di serie tv, un lettore costante (anche di manga), un mangiatore di panini, un ascoltatore di musica indie e un chiacchierone, però solo quando mi intervistano. Di solito invece sto in silenzio.

Quale è stata la prima scintilla che ti ha fatto prendere una penna in mano?
Non saprei dirlo con certezza, è passato talmente tanto tempo che non lo ricordo precisamente. Forse vedere mio padre che scriveva poesie mi ha invogliato ad imitarlo, o magari la passione per la lettura che mi è scoppiata sin da piccolo mi ha costretto a creare da subito storie mie. Da bambino, intorno agli 8 anni, ricordo che lessi Jurassic Park di Michael Crichton e, essendo allora appassionato di dinosauri come ogni bimbetto, mi trovai costretto a comporre subito una tremenda imitazione di quel romanzo. Forse è stato quel libro ad accendermi definitivamente l’amore per la scrittura di romanzi.

Quanto è difficile scrivere? E’ un’arte innata o una scienza che si apprende?

Ci sono i geni, non posso metterlo in dubbio. Pascal aveva appena qualche anno in più di me quando scrisse delle riflessioni che io posso soltanto ammirare in silenzio. Persone del genere nascono con capacità innate. La maggior parte di noi comuni mortali, invece, deve imparare a scrivere con pazienza, se vuole ottenere buoni risultati. Solo dopo aver letto decine di libri e scritto centinaia di orrori, finalmente uscirà qualcosa di bello. Nel frattempo si possono scrivere fantasy, come faccio io. Con questo voglio dire che rimanendo legati a ciò che si conosce meglio e a quello che si ama, si possono comporre trame interessanti e ben fatte anche prima di aver raggiunto una perfezione stilistica. Sia chiaro, lungi da me l’idea che il fantasy sia un genere di scarso valore! Tolkien ha una qualità letteraria nettamente superiore a tanti libri ritenuti più “seri”. Piuttosto intendo dire che, sì, ci vuole tempo per imparare, ma non per questo bisogna mettere al rogo tutti gli esordienti che hanno la presunzione di prendere una penna in mano. Prima o poi bisogna pur cominciare e, perchè no, sbagliare. Oggi vedo, soprattutto su internet, usare questo discorso per devastare tutti i nuovi autori, come se prima di scrivere fosse obbligatorio conoscere tutto lo scibile umano. Al tempo stesso, però, è pur vero che molti iniziano a scrivere senza amare la lettura, pertanto finiscono per ispirarsi a film e fumetti, che sono arti visive, perciò con altre regole.

Se tu dovessi citare l’autore e l’opera che più ti ha ispirato, di chi parleresti?

A questa domanda mi risulta un po’ difficile rispondere, poiché non c’è un solo libro che per me è stato importante. Atteniamoci comunque per semplicità a questo momento. Diciamo che, siccome in questo periodo mi sono dato al fantasy, il “Signore degli Anelli” di Tolkien ha avuto sicuramente una parte in questo e rimane per me un romanzo fondamentale. In quel libro ho sempre trovato tutto quello che desidero in un grande romanzo e mi accompagna da quand’ero ragazzino. L’avrò letto quattro o cinque volte, ho perso il conto. Ci sono avventura, mistero, battaglie medievali, colpi di scena e, al tempo stesso, qualità letterarie, poetiche e stilistiche che lo hanno posto tra i grandi classici, checché se ne dica.

In quanto la domanda chiede un autore o un libro, parlerò anche di un autore, ma non è Tolkien. L’ho scoperto negli ultimi anni attraverso la musica. Sto parlando di Emidio Clementi, scrittore e frontman dei “Massimo Volume”. Non è propriamente un cantante, poichè recita tutti i suoi testi. Lo consiglio vivamente a chiunque ami la buona letteratura, poichè ha scritto anche ottimi libri. Ha una poeticità e una carica emozionale che non so ritrovare in nessun altro scrittore contemporaneo italiano. Al momento non posso dire che la sua influenza si senta nei miei scritti (almeno in quelli pubblicati), poichè abbiamo argomenti del tutto diversi, ma lo ammiro e credo sia tra i migliori autori viventi della nostra penisola, anche se è poco noto al grande pubblico.

Ti trovi davanti ad un grande pubblico e devi presentare le tue opere. Cosa dici?

Presentando i miei romanzi ci tengo sempre a dire che essi sono innanzitutto delle storie. Non amo quella forma di critica letteraria che ha preso piede ovunque ed è sempre alla ricerca di metafore e verità nascoste. Io credo che i messaggi più importanti che possano darci i libri sono quelli scritti a chiare lettere, nero su bianco. Tutto il resto è aria fritta. Dei miei romanzi voglio andrea_micalone_romanzo_1soltanto che si vadano a giudicare le trame, i personaggi e le emozioni che suscitano, quindi pregherei il pubblico, grande o piccolo che sia, di fare questo.

Scrivere porta ad un guadagno effettivo per te o è solo un hobby?
Se parliamo di un guadagno personale e umano, c’è costantemente. Scrivere per me è una necessità primaria. Non posso parlare di hobby, poichè gli hobby si fanno per svago e passatempo, mentre la scrittura è una delle attività più importanti in cui mi applico. Se anche nessuno mi leggesse, io continuerei egualmente a scrivere con la stessa convinzione. Non posso farne a meno. Rispondendo invece più banalmente e parlando di guadagni in denaro, per adesso non potrei certo sostentarmi solo con i romanzi. Del resto il primo volume della mia nuova saga fantasy l’ho rilasciato gratis su internet, perciò sicuramente da quello non ricaverò niente oltre alla visibilità e alle soddisfazioni personali. Il secondo volume (e poi gli altri che verranno) invece ha un piccolo prezzo, ma niente che per adesso mi abbia arricchito. In sostanza non posso ancora permettermi di mangiare con la scrittura. Al massimo mi ci prendo un caffè, ma senza zucchero.

Un oggetto : Degli occhiali preziosissimi. Un’emozione : la rabbia troppo a lungo repressa. Una persona : un famoso attore ormai in declino. Scrivici una breve storia che contenga questi tre ingredienti

Il Grande Attore guardò la teca. All’interno c’erano un paio di occhiali apparentemente semplici, ma dal valore incommensurabile. L’uomo imbracciò il nipotino e, indicandoglieli, disse: “Sai cosa sono quelli?”

“I tuoi occhiali preziosi, nonno?”

“Sì! L’ultimo ricordo di quando ero giovane e famoso. Quando il cinema aveva ancora un’anima e non era ancora un inutile ammasso di effetti speciali.”

Il bambino lo guardò e chiese: “Ora non sei più famoso?”

Il Grande Attore strinse le labbra, pieno di un’immane rabbia trattenuta. Rispose: “Sono ancora famoso, ma l’arte cinematografica sta sparendo. Ormai non c’è più l’amore per le storie, ma solo per gli effetti visivi. Oggi, con tutti quegli ologrammi e le poltrone volanti, lo spettatore vede di tutto, tranne che una storia. Una volta invece le poltrone erano ferme. Andavi al cinema e dovevi soltanto indossare questi occhiali. Quelli erano film! Allora le esplosioni le vedevi, ma non sentivi il calore sul viso. Non ti veniva il voltastomaco.”

“Che noia però!” commentò il bambino.

I due continuarono a guardare in silenzio l’ultimo esemplare di occhialini per il 3D rimasto al mondo. Gli unici sopravvissuti agli anni d’oro del cinema, gli anni in cui gli effetti speciali erano fatti soltanto con semplici computer e grafica virtuale.

Autoproduzione o editore : quale è la tua via?

La mia via è, lo ripeterò fino alla nausea, scrivere. Autoproduzione o editoria classica sono due strade che ho battuto già ed entrambe hanno pro e contro, ma in generale non tendo nè per l’una, nè per l’altra. L’autoproduzione ti dà una liberta completa. Posso scegliere prezzi, correzioni, tempi e quant’altro a mio totale piacimento. Appunto, mi sono potuto permettere di distribuire un ebook gratuitamente, cosa che con una casa editrice forse sarebbe stata impossibile. La casa editrice però ti dà editing professionale, promozione e, soprattutto, un bel libro cartaceo. Vedere i propri racconti rilegati dà sempre una grande emozione. A questo bisogna anche aggiungere però che il guadagno con un editore è bassissimo, a meno che non si parli di case gigantesche con tirature colossali. In conclusione, per gli esordienti mi sento di consigliare la strada dell’autopubblicazione. Dà soddisfazioni più immediate e, se il libro vale, i lettori se ne accorgono. Alla lunga poi se ne potrebbero accorgere anche gli editori e quindi potrebbe aprire porte inaspettate. Al tempo stesso non bisogna comunque farsi illusioni, se il libro è scadente non lo vorrà nessuno e sparirà nel giro di breve tempo.

Cosa i lettori devono aspettarsi da Andrea Micalone per il futuro?
Per il futuro prossimo i miei lettori devono innanzitutto aspettarsi il terzo volume della saga del “Tramonto della Luna”. Nel nuovo romanzo si scopriranno delle cose fondamentali e chi ha apprezzato i primi due, penso che amerà anche questo. Per adesso sto appunto scrivendo quello, poi penso che mi prenderò una pausa momentanea dal fantasy e farò qualcos’altro. Mi piace scrivere cose sempre diverse, per non rischiare mai di cadere nella ripetitività.

Vi invitiamo ad approfondire la conoscenza di Andrea visitando il suo sito personale o la sua pagina facebook perché si tratta di un giovane scrittore molto interessante. Buona lettura!

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