Creatori di GDR a confronto… Intervista ad Alessandro Giugliano

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L’undicesima puntata delle interviste senza tregua de La Porta sull’Oltre vede protagonista Alessandro Giugliano che, insieme a Marcello Silvestri, è autore di Daemon’s Quest. Ecco cosa ha risposto ai nostri microfoni :

Chi è Alessandro Giugliano?
Sono uno studente di Informatica di 23 anni, vivo a Napoli e ovviamente sono appassionato di qualsiasi cosa fantasy: giochi di ruolo, videogame e libri principalmente.
Cosa ti piace del gioco di ruolo?
E’ il concetto base del genere che mi affascina da sempre: la possibilità di lasciarsi andare e assumere le sembianze di guerrieri, maghi, eroi in generale e perchè no, anche antagonisti, unita alla totale personalizzazione che la storia e il regolamento ti danno. E poi è un ottima occasione per riunirsi con gli amici.. alcuni dei momenti più folli della mia vita sono avvenuti senza dubbio attorno ad un tavolo!
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Cosa proprio non sopporti?
In generale o dei gdr…? Scherzi a parte, sembrerà strano ma gli eccessivi lanci di dadi. Ok, non è un gioco di ruolo da tavolo se non si tira qualche dado e sono perfettamente d’accordo ma c’è un limite: quando si inziano a dover tirare dieci o più dadi o peggio si deve ricorrere al lanciatore di dadi automatico, sommare valori, sottrarli ad altri, calcolare percentuali ecc… tutto per un unica azione è veramente una cosa snervante, e credo spezzi completamente il momento ‘ruolistico’ che amo in questo genere di giochi. I dadi ed i calcoli sono fondamentali in un gdr, ma non devono occupare più del 50% della mia partita. Altrimenti diventa una lezione di matematica!
Quale è il gdr che più ti appassiona?
Bhè… questa è una domanda tosta. Ce ne sono così tanti che mi capita di rigiocare che è davvero difficile scegliere ma se proprio devo direi la 3.5 di Dungeons&Dragons. E’ un classico, lo so, ma sono ormai anni che gioco con le stesse persone e ormai il gruppo è talmente affiatato.. abbiamo fatto tante di quelle campagne che ormai abbiamo il nostro piccolo ‘meta-game’ se vogliamo, e le situazioni e le conversazioni che facciamo sono semplicemente esilaranti. Ancora non mi sono stancato di giocarci tutte le settimane.
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Parlaci delle tue opere: perché le scrivi, cosa ti ispira, cosa vorresti ottenere nel giocatore che le prova
Che dire… Daemon’s Quest è nato e prosegue tutt’ora principalmente per la passione che ho, assieme a Marcello Silvestri ovviamente, verso il genere: è spesso capitato di fare le ore piccole davanti alla stesura del regolamento o la storia senza neanche accorgersi del tempo che passava. L’idea di poter esprimere qualcosa di mio, un eroe, una creatura e un mondo che prima non esistevano mi stimola sempre di più a continuare: una volta iniziato, le idee cominciano a fluire senza sosta. Per quanto riguarda l’ispirazione è semplice: mentre gioco, guardo un film o leggo un libro non faccio altro che pensare come ciò che sto osservando sarebbe potuto essere se l’avessi creato io. Cerco sempre di unire il classico del fantasy e idee innovative in modo da creare qualcosa di nuovo che appassioni il giocatore come per me ha appassionato dare vita al gioco. Il mio obbiettivo principale è questo: trasmettere tutta la mia passione a chi prova Daemon’s Quest.. se poi ci si diverte anche, allora so di aver fatto centro!
Era una notte buia e tempestosa quando Alessandro…
In realtà è stata una mattinata buia e tempestosa, in un’aula della nostra università quando Marcello, allora il mio futuro socio, mi disse tra una lezione e l’altra: “Sai, ho buttato giù un’Ambientazione per un GdR…” Vado a casa, accendo il pc e navigo sulla pagina web dove l’aveva pubblicata, rimanendone affascinato. Avevo sempre pensato di creare una mia opera fantasy e l’idea che fosse un GdR mi elettrizzava al massimo. Tempo una settimana ed avevamo già creato la prima bozza di quello che sarebbe stato Tyrin, il pianeta su cui è ambientato il gioco, mentre i personaggi iniziavano a prendere vita di pari passo al regolamento. Due anni, parecchie revisioni e un migliaio di caffè dopo Daemon’s Quest era pronto per il pubblico.
Quando hai scoperto di essere un giocatore di ruolo?
Da bambino ero quello che con un giornale non faceva le barchette o i cappellini: lo arrotolavo, prendevo lo scotch e creavo la mia spada. Con il pallino del GdR credo di esserci nato, poi con il tempo ho iniziato a conoscere ragazzi e ragazze con le mie stesse passioni e, credo all’incirca all’età di 13 anni, comprai il mio primo manuale di D&D ed iniziai a giocarlo con i miei amici. Da quel momento ogni volta che ne ho l’occasione provo qualcosa di nuovo.
Quale opera di fiction (letteraria, cinematografica, grafica, videoludica) ti ha ispirato di più e perché?
Senza ombra di dubbio il ciclo di Shannara di Terry Brooks, conosco davvero troppe poche persone che l’hanno letto e lo consiglio a chiunque mi chieda cosa leggere. Lo stile realistico e a volte anche crudo unito alla fusione tra scienza e magia creano una delle ambientazioni che più mi ha segnato. E poi Allanon, l’ultimo dei druidi, è un personaggio fantastico.
Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro da Alessandro Giugliano?
Sicuramente continuerò il progetto di Daemon’s Quest assieme a Marcello espandendolo ancora di più. Per quanto riguarda nuovi progetti, abbiamo in cantiere qualcosina ma siamo davvero ai primi stadi e non me la sento ancora di fare dichiarazioni in merito. Dico solo che sicuramente non abbandonerò il campo molto presto 😉
Cosa vorresti vedere nel futuro del Gioco di Ruolo italiano?
Più organizzazione e un’apertura mentale dei giocatori italiani in generale. Troppo spesso ho visto persone venire ai nostri tavoli in fiera dicendo di non avere amici interessati o di non conoscere luoghi in cui incontrare altri appassionati al di fuori delle fiere nazionali. In Italia il gioco di ruolo sta cominciando solo adesso ad espandersi in maniera veramente ampia: per cui siamo tanti, ma ancora poco organizzati. In futuro spero di vedere una maggiore conoscenza e anche curiosità di vecchi e nuovi giocatori verso questo genere.
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